2° puntata

Quando si manda una mail a più indirizzi mail (invio multiplo), è buona norma inserirli  nella casella CCN (invio nascosto), in modo che il destinatario non si veda recapitare una mail con una lista infinita di mail “sconosciute”.

Questo metodo può risultare efficace per alcuni motivi: dona alla mail (e a chi la manda) un’impostazione professionale, evita il “furto” di eventuali contatti personali (e professionali) e non va a colpire la legge sulla privacy dei dati sensibili.

L’indirizzo mail infatti è considerato un “dato personale” ed è quindi soggetto alla legge sulla Protezione della Privacy (D.L. 196 del 30.06.2003). La normativa tutela essenzialmente le persone, e quindi protegge con la privacy  la mail riconducibile ad un individuo: non vale per una persona giuridica (ente, azienda, associazione o soggetto comunque “impersonale”). Questo significa che solo le persone godono dei cosiddetti “diritti dell’interessato” stabiliti dall’art. 7 del Codice sopra citato, ossia possono:

– chiedere informazioni su come sono stati ottenuti, trattati e conservati i propri dati, sul titolare del database e sulle persone che trattano i dati;

– ottenere la modifica, integrazione o cancellazione dei propri dati;

– opporsi al loro uso e alla loro comunicazione.

Aziende, enti, associazioni e soggetti pubblici di qualunque tipo non godono di questi diritti e non possono appellarsi al Garante per contestare l’uso dei propri dati: l’unica strada che hanno a disposizione è quella della denuncia civile o penale se ritengono di aver subito danni o minacce.

ATTENZIONE: Gli indirizzi di lavoro delle persone (es. nome.cognome@nomeazienda.com) sono considerati dati personali e non aziendali, anche se sono stati raccolti da elenchi pubblici o sul sito web dell’azienda.